La muffa è quasi sempre un indice di un cibo che è avariato o andato a male, non disposto ad una corretta conservazione e che al contrario può costituire un rischio per la salute oltre che qualcosa di mediamente indigesto, con alcune particolari eccezioni piuttosto conosciute. Non sono infatti tutte uguali, ma fanno male?
Istintivamente infatti la muffa tende ad avere un aspetto poco gradevole e spesso un odore altrettanto scarsamente attrattivo, costituito in condizioni prolungate di esposizione che garantiscono a questi tipi di elementi, vere e proprie forme di vita, che vanno ad applicarsi a condizioni come gli alimenti che sono ovviamente costituiti da elementi organici.
Naturalmente non è (quasi) mai consigliabile fare ricorso all’alimentazione di cibo ammuffito ma esistono tantissime varietà e non sempre gli effetti sono ugualmente percepibili e seri. Quindi non esiste una risposta unica, va viene valutato il singolo caso, lo stadio di avanzamento della muffa ma anche la tipologia della stessa.
Cos’è la muffa?
Ciò che viene chiamata globalmente muffa è in realtà una serie di micro organismi costituiti da elementi pluricellulari (quindi costituiti da più tipi di cellule diverse), tra le forme di vita più antiche in assoluto ed assolutamente comuni in vari contesti. Le muffe, tutte, fanno parte del regno dei funghi e come quelli identificabili esteticamente come tali vengono riprodotti.
Infatti i funghi hanno un sistema di replicazione aereo, attraverso le spore, simili a piccole particelle, spesso impossibili da vedere ad occhio nudo ma che generano la moltiplicazione, anzi la riproduzione. La presenza delle muffe condiziona buona parte del contesto organico, sia vivo che oramai deceduto, infatti tantissimi funghi hanno un ruolo molto importante in tal senso.
Garantiscono la trasformazione degli elementi privi di vita, e convertono ciò che era vivo in elementi utili per il resto della natura. Così come i funghi nei pressi degli alberi hanno una funzione del genere, anche le altre forme hanno un ambito altrettanto utile, ma anche potenzialmente dannoso per la salute, in quanto i funghi non sono tutti uguali.
Funghi sul cibo
Essendo il cibo molto spesso disposto ad un tempo di conservazione più o meno lungo, anche a seconda del contesto, la muffa è un problema che riguarda in particolare gli alimenti che sono particolarmente ricchi di acqua e che sono disposti in una condizione favorita da temperature mediamente elevate ed un contesto generalmente umido.
Sono vari i gruppi di funghi che possono svilupparsi come muffa, che ha quasi sempre una colorazione tendente al verde scuro, una consistenza vischiosa ed una forma stratificata che si espande con il tempo. Condizioni più specifiche portano funghi più facilmente sviluppabili ad esempio una scarsa circolazione d’aria ed acqua pulita.
Non tutte le muffe però sono uguali, anzi anche nel nostro frigorifero ed in cucina ciò che sembra costituita da un unico gruppo è in realtà il risultato di una vera e propria evoluzione, per questo non ogni cibo presenta la forma di effetti se questi sono ingeriti con tanto di muffa. Ma quali sono le caratteristiche come effetto collaterale?
La muffa fa male?
Ciò che può essere dannosa in realtà non è tanto la superficie della muffa in se ma il contesto metabolico che porta il cibo ad essere ricoperto ossia i metaboliti. La muffa non si sviluppa autonomamente ma come detto “attecchisce” esattamente dove sussitono le migliori condizioni, una temperatura abbastanza alta, ma anche una buona umidità ed un ph leggermente acido.
Anche nel colore non tutte le muffe sono simili, alcune tendono più al bianco, altre sforano verso il colore bruno. E generalmente il cibo con la muffa bene non fa: i principali sintomi sono infatti legati ad una reazione simile ad una allergica o di tipo tossico, che può causare vomito, nausea, anche debolezza, influenza, tachicardia e via discorrendo.
Tuttavia alcune sono più dannose di altre e possono diventare pericolose: generalmente quelle che attaccano i prodotti farinacei come il pane lo sono di meno, mentre bisogna fare attenzione ai tipi di muffa presenti nelle farine, sulla frutta (anche secca), ma anche prodotti provenienti da latte e derivati perchè sono presenti funghi che possono causare effetti pericolosi anche nel tempo.
La muffa “buona”
Non tutta la muffa è dannosa o fastidiosa, basta pensare ai numerosi quanto amati formaggi erborinati, come l’Italiano Gorgonzola, il francese Roquefort o l’inglese Stilton, che sono le varianti più conosciute, amate proprio per la presenza di muffe “coltivate” e non dannose (anche se in questo caso chi ha un sistema immunitario compromesso potrebbe avere problemi).
Va ricordato che anche il primo tipo di antibiotico artificiale, la penicillina, è di fatto proveniente da una coltivazione di muffa molto specifica, ed anche il tradizionale lievito è parte della famiglia dei funghi. Si tratta quindi di qualcosa da temere, ma soprattutto da conoscere e “rispettare” perchè l’intero contesto è parte della natura del pianeta dove abitiamo.