Quanto si deve camminare per dimagrire? ecco cosa dice l’esperto

La pesa è lì, con il suo responso che parla in modo inequivocabile. Lo stesso vale per lo specchio: è giunto il momento di dimagrire. Come senz’altro già sai, non si tratta solo di apparenza. Il peso in eccesso, infatti, favorisce l’insorgenza di rischi significativi per la salute del cuore, dei vasi sanguigni e delle articolazioni. Come rimediare ed evitare tali conseguenze?

La camminata è indubbiamente una soluzione che merita di essere considerata. Si tratta, difatti, di un approccio all’attività fisica facile e accessibile a prescindere dall’età e dal livello di preparazione fisica. Inoltre, cosa importante, è totalmente gratuita. Un ulteriore aspetto da evidenziare è la sua correlazione con il miglioramento del benessere psicologico.

A questo punto, rimane da capire una cosa, il motivo per cui stai leggendo questo articolo: quanto è raccomandabile camminare per dimagrire? A questa domanda, fondamentale per chi, come te, non vuole trascurare alcun dettaglio quando si parla di benessere, risponderemo insieme nelle prossime righe. Prima di iniziare a leggere, ricorda che, data la delicatezza degli argomenti, è consigliabile consultare comunque il proprio medico di fiducia e farsi consigliare l’approccio corretto all’attività fisica da un personal trainer qualificato.

Camminata svelta: quali vantaggi per la salute?

Sì, hai capito bene: la camminata svelta è la chiave per sfruttare, in ottica di perdita di peso, quello che è uno dei fondamenti del movimento umano. Quali sono i suoi vantaggi? Prima di tutto, la possibilità di bruciare calorie. La stima approssimativa da considerare in questo caso varia dalle 150 alle 190 all’ora per un percorso a velocità media e su un terreno piano. Se si aumenta ulteriormente, si può arrivare anche a 200-300.

Benefica per il cuore, la camminata a ritmo sostenuto aiuta, come evidenziato dagli esperti di società internazionali tra cui la Stroke Association, a diminuire di circa il 27% il rischio di ipertensione (ovviamente parliamo nell’ottica di una pratica regolare, associata a un’attenzione specifica all’alimentazione e all’assunzione di fonti di potassio, come le banane).

Utile per migliorare il tono muscolare, la camminata a passo sostenuto è anche un’ottima strategia per fare il pieno di vitamina D. Quest’ultima, che agisce come un ormone, è conosciuta come vitamina del sole proprio perché il corpo la sintetizza a partire dall’esposizione ai raggi UV. Non c’è che dire: a partire da un’attività tra le più semplici, si apre un mondo di cambiamenti positivi per la salute.

Quanto bisogna camminare per dimagrire?

Per vedere l’ago della bilancia scendere di 1 kg, è necessario bruciare 7000 calorie. Si tratta di un deficit che possiamo raggiungere in due modi. Da un lato c’è l’alimentazione, dall’altro l’attività fisica. La soluzione ideale? Ovviamente la combinazione di questi due aspetti. Non è possibile stabilire in modo univoco quanto bisogna camminare per perdere 1 kg. Sono infatti in gioco diversi fattori.

Tra questi troviamo il peso corporeo, che ha un ruolo fondamentale, l’efficienza del metabolismo, l’intensità della camminata. Facendo un esempio concreto, ossia quello di un uomo che pesa circa 70 kg e che punta tutto sulla camminata per dimagrire, per arrivare alla perdita di un chilo sarebbe necessaria una camminata per una distanza compresa tra i 200 e i 250 km.

La pratica, come accennato poco fa, deve essere costante. Per quanto riguarda le calorie, se si ha intenzione di aumentare la quantità di quelle bruciate può essere utile scegliere un percorso in salita – la pendenza non deve necessariamente essere eccessiva – e aumentare l’intensità rispetto alla media delle sessioni ordinarie.

Quanto camminare per dimagrire 10 kg?

Come specificato nelle righe precedenti, non è possibile fornire un riferimento univoco relativo a quanti passi fare e a che intensità per ottenere risultati al momento della pesata (che non ha senso effettuare tutti i giorni, a meno di diverse indicazioni da parte del medico). Di certo, la costanza è un elemento importante. Se si può camminare tutti i giorni, tanto meglio. In caso contrario, può essere utile alternare, ma senza perdere di vista l’esercizio e continuando settimana dopo settimana.

In media, quando si fa la classica passeggiata si procede a una velocità compresa fra i 4 e i 5 km/h. Per risultati ancora più evidenti – che si ottengono, non dimentichiamolo mai, abbinando l’allenamento alla giusta alimentazione – è bene arrivare, se possibile, a 6 km/h. Come riuscirci? Utilizzando dispositivi tecnologici come lo smartwatch.

L’ideale per iniziare a vedere l’ago della bilancia scendere partendo da una situazione non patologica è camminare per 5-6 km 4 volte alla settimana, cercando di arrivare, per singola sessione, al tempo massimo di un’ora. Attenzione: si tratta, come sempre, di stime generali. Rimane valido il consiglio di aumentare le distanze nel momento in cui si sa già di non riuscire a mantenere l’intensità corretta.

Suggerimenti per inserire la camminata nella propria routine quotidiana

Un’ora di camminata può sembrare poco ma, in un periodo come quello attuale, caratterizzato da ritmi frenetici, non tutti riescono a inserirla con regolarità nella propria routine. Fortunatamente, esistono diversi accorgimenti semplicissimi per risolvere il problema. Tra questi rientra, per esempio, il fatto di sfruttare la pausa pranzo dal lavoro per fare una sana sessione di walking.

Un altro suggerimento è quello di vivere questo momento di benessere con altre persone. Si può camminare in pausa pranzo con un collega o iscriversi a un gruppo dedicato. In quest’ultimo caso, basta dare un’occhiata alle pagine e ai gruppi social locali per scoprire numerose iniziative che partono dal basso e che vedono persone di ogni età riunirsi, spesso in parchi, per camminare o correre insieme.

Lascia un commento